Recupero e rifunzionalizzazione dell’ex Convento di Santa Chiara per la realizzazione di una Casa Rifugio antiviolenza per donne, nell’ambito del P.I.R.P. del Comune di Casamassima.
Committente:
Comune di Casamassima.
Descrizione:
Il progetto di recupero e rifunzionalizzazione dell’ex Convento di Santa Chiara si inserisce nell’ambito dei Programmi Integrati di Riqualificazione per le Periferie del Comune di Casamassima, in un settore urbano caratterizzato da condizioni diffuse di degrado edilizio e sociale e dalla presenza di edifici storici in disuso che necessitano di un nuovo ruolo funzionale all’interno del centro antico. L’intervento riguarda i corpi di fabbrica posti lungo via Forno e via Scesciola, appartenenti al complesso monastico seicentesco, e persegue l’obiettivo di restituire un bene di rilevanza monumentale alla fruizione pubblica attraverso la realizzazione di una Casa Rifugio destinata all’accoglienza e alla protezione delle donne vittime di violenza, sole o con figli minori. L’area di intervento ricade nella Zona Omogenea “A – Centro Storico”, come riportato nelle tavole di PRG e nella perimetrazione dell’ambito P.I.R.P..
Il complesso monastico, organizzato attorno a un chiostro parzialmente porticato, si configura come un organismo architettonico di elevato valore storico, caratterizzato da una stratificazione costruttiva maturata nel tempo. L’impianto presenta murature portanti in pietra calcarea, ambienti voltati, strutture lignee di copertura e numerose superfetazioni riconducibili alle differenti fasi d’uso dell’edificio, che nel corso dei secoli ha assolto funzioni di conservatorio, monastero, carcere mandamentale, scuola e residenza.
Il prolungato stato di abbandono ha determinato condizioni diffuse di degrado, con il deterioramento degli intonaci, la perdita delle finiture superficiali, la presenza di patine biologiche, fenomeni di dilavamento e marcate discontinuità nelle tessiture murarie. Tali criticità risultano puntualmente documentate nello stato di fatto e nelle analisi dei degradi condotte sia al piano terra sia al primo piano.
L’area di intervento interessa principalmente il recupero e la rifunzionalizzazione del primo piano di una delle ali del complesso di Santa Chiara, corrispondente al corpo edilizio originariamente destinato alle celle monastiche. Per il piano terra sono invece previsti interventi di completamento degli impianti, oltre all’installazione di una piattaforma elevatrice collocata nel cortile esterno, finalizzata a garantire l’accesso al primo piano in condizioni di piena accessibilità.
Il progetto recepisce e integra gli interventi di consolidamento strutturale già avviati tramite un appalto distinto, che ha riguardato l’incremento della sezione resistente dei maschi murari, l’applicazione di sistemi di rinforzo in fibre di basalto e acciaio inox, operazioni di “scuci e cuci”, l’inserimento di tiranti e la realizzazione di nuove coperture in legno lamellare nei corpi edilizi maggiormente compromessi. La presente progettazione si concentra pertanto sulla rifunzionalizzazione degli spazi e sul completamento impiantistico, operando nel pieno rispetto dei vincoli storico-artistici e delle prescrizioni di tutela monumentale stabilite dal decreto del 24 ottobre 1910.
Il piano terra del blocco B, caratterizzato da vani voltati a botte e a crociera affacciati sul cortile interno, viene destinato ai servizi comuni della Casa Rifugio. Gli ambienti, oggetto di interventi preliminari e predisposizioni impiantistiche, accolgono gli spazi per l’ascolto, la consulenza legale, l’accoglienza e la sorveglianza, garantendo un accesso controllato e riservato attraverso l’ingresso su via Forno. Il layout funzionale definisce la presenza di locali dotati di servizi igienici, inclusi quelli attrezzati per persone con disabilità, in conformità alle prescrizioni regionali e al regolamento 4/2007.
Il primo piano, servito dalle scale interne A e B, ospita gli alloggi residenziali articolati in camere singole ricavate all’interno delle antiche celle voltate, mantenendo le caratteristiche volumetriche originarie e rispettando le superfici minime previste per la ricettività delle case rifugio. Gli ambienti conservano la trama architettonica storica, con aperture strombate, inferriate metalliche, nicchie murarie e pavimentazioni in battuto o cementine, ove presenti. Le aree comuni comprendono locali destinati alla cucina-pranzo, zone soggiorno e spazi dedicati all’ascolto e al supporto psicologico, in relazione diretta con la terrazza recuperata nell’ambito delle opere pregresse.
La progettazione integra l’eliminazione delle barriere architettoniche mediante l’inserimento di una piattaforma elevatrice nel cortile interno, consentendo il collegamento verticale tra i livelli e garantendo l’accessibilità ai locali del primo piano. Gli ingressi, i corridoi, le rampe e i servizi igienici sono conformi alle normative vigenti, assicurando percorsi chiari, continuità delle superfici di calpestio e adeguati spazi di manovra.
L’intervento si configura come un’azione strategica di rigenerazione del centro storico, restituendo all’ex convento una funzione sociale di primaria importanza e integrando la nuova destinazione d’uso con la tutela delle preesistenze. La Casa Rifugio costituisce un luogo sicuro e riservato, idoneo ad accogliere le donne e i minori in situazioni di emergenza, offrendo loro un ambiente protetto e servizi di supporto psicologico, legale e sociale, in linea con gli obiettivi del P.I.R.P. e con le normative regionali di settore.
Caratteristiche:
Intervento nell’ambito dei Programmi Integrati di Riqualificazione per le Periferie (P.I.R.P.). Recupero e rifunzionalizzazione dell’ex Convento di Santa Chiara per la realizzazione di una Casa Rifugio antiviolenza per donne, con adeguamenti funzionali, completamento impiantistico, superamento barriere architettoniche e valorizzazione delle preesistenze storiche.
Stato:
In corso.