Turi: infrastruttura verde lungo Lama Giotta

Turi: infrastruttura verde lungo Lama Giotta

Progetto di fattibilità tecnica ed economica per l’eliminazione dei detrattori del paesaggio e il ripristino della naturalità lungo Lama Giotta, nell’ambito del PR Puglia FESR-FSE 2021-2027 – Priorità II Economia Verde.

Committente:
Comune di Turi.

Descrizione:

l progetto di rigenerazione dell’area dell’ex macello comunale di Turi nasce con l’obiettivo di ricostruire il rapporto tra il tessuto urbano, il paesaggio agricolo e il sistema ecologico della Lama Giotta, trasformando un’area oggi marginale e degradata in una nuova infrastruttura verde di circa 6.175 mq.

Situata tra via Cisterne e via Oronzo Pugliese, l’area occupa una posizione strategica nel margine urbano di Turi, in prossimità della Lama Giotta, riconosciuta dal PPTR come parte del reticolo idrografico di connessione della Rete Ecologica Regionale. La presenza dell’ex macello, delle superfici impermeabilizzate e delle recinzioni ha progressivamente interrotto la continuità fisica, visiva ed ecologica tra città e campagna, limitando la fruizione di un sistema che, insieme agli spazi verdi circostanti e al campo sportivo, possiede le potenzialità per diventare un grande polmone verde periurbano.

 

 

La strategia progettuale parte quindi dalla demolizione senza ricostruzione dei circa 9.430 mc dell’ex macello e dalla rimozione delle pavimentazioni impermeabili e degli elementi incongrui presenti nell’area. Il suolo viene restituito alla sua funzione naturale attraverso un sistema di terrazzamenti, percorsi permeabili, muretti in pietra calcarea a secco e nuove superfici vegetate, reinterpretando in chiave contemporanea alcuni caratteri tipici del paesaggio rurale di Turi.

La rinaturalizzazione rappresenta il focus dell’intervento. Il progetto prevede la messa a dimora di 60 alberi e almeno 150 arbusti, selezionando prevalentemente specie autoctone o coerenti con il paesaggio mediterraneo, resistenti alla siccità e capaci di favorire biodiversità, ombreggiamento e habitat per la fauna. La superficie destinata a verde passa così da circa il 27% dello stato attuale a circa il 93% dell’intera area di progetto.

Particolare attenzione riguarda anche la gestione delle acque meteoriche. Terrazzamenti, sistemi di drenaggio urbano sostenibile, bioswale e superfici filtranti favoriscono l’infiltrazione naturale dell’acqua nel terreno e riducono il ruscellamento superficiale, incrementando la resilienza dell’area rispetto a eventi meteorici intensi, periodi siccitosi e temperature elevate. La maggiore copertura vegetale contribuisce inoltre alla mitigazione dell’effetto isola di calore.

Il progetto integra inoltre principi di economia circolare, prevedendo il recupero e il riutilizzo in sito di circa il 70% dei materiali provenienti dalle demolizioni per la modellazione del terreno, i sottofondi, le scarpate e la realizzazione dei muretti a secco. Una scelta che permette di limitare il consumo di nuove risorse, i trasporti e le emissioni connesse alla movimentazione dei materiali.

La trasformazione dell’ex macello restituisce così alla comunità uno spazio oggi chiuso e marginale, predisposto per accogliere percorsi accessibili, aree di sosta e, nelle successive fasi di sviluppo, attività ricreative, sportive, educative e di osservazione naturalistica. Un intervento che riconnette città e campagna attraverso il paesaggio, facendo della natura lo strumento principale per recuperare suolo, biodiversità e qualità dello spazio pubblico.

Caratteristiche:
PR Puglia FESR-FSE 2021-2027 – Priorità II “Economia Verde” – Azione 2.13 “Interventi di infrastrutturazione verde del territorio” – Sub-Azione 2.13.2 “Infrastrutturazione verde e nature based solutions in ambito urbano e periurbano”. Importo complessivo dell’intervento: 1.100.000 euro.

Stato:
Progetto di fattibilità tecnica ed economica.