Scopri la storia Alberobello come non l’hai mai vista prima.

Il manifesto della rigenerazione urbana.
Il Drone in pietra, come una mappa storica, ricostruisce l’evoluzione urbanistica di Alberobello dalle sue origini fino ai giorni nostri, svelando antichi rioni e scorci nascosti che spesso sfuggono all’itinerario turistico convenzionale. La storia di questo territorio e il suo sviluppo urbano formano un intreccio singolare, che merita di essere scoperto in quanto racconta la tenacia di un umile borgo agricolo fino a diventare sito UNESCO nel 1996.

Inizia un viaggio nella storia urbanistica di Alberobello

  • 1797
  • 1800
  • 1950
  • 2025
Alberobello prima del 1797
La struttura urbana ottocentesca
Dalla seconda metà del '900 ad oggi
Drone in pietra

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Le origini dei Trulli

Fin dai primi insediamenti sparsi tra gli uliveti preistorici, la vallata di Alberobello si evolve grazie alla maestria dei coloni dei conti di Conversano, ai quali, viene concesso di coltivare queste terre calcaree. Nel Seicento, per eludere la tassa sugli insediamenti, viene ideata l'ingegnosa tecnica del trullo a secco: piccoli coni di pietra sovrapposta senza malta, facilmente smontabili al sopraggiungere dei funzionari fiscali e altrettanto rapidamen­te ricostruibili una volta cessato il pericolo.

Alberobello: le origini dei Trulli

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Nel 1797 Alberobello ottiene l'autonomia urbana

In "Della descrizione geografica e politica delle Sicilie", Giuseppe Maria Galanti racconta: "…veggonsi per le campagne sparse in gran numero capanne fabbricate a secco, dove di pietre calcare e dove di pietre tufacee. Sono denominate spesso trulli e sono costruite ingegnosamente di figura conica con la loro cupola, per cui somigliano a tanti mausolei sparsi per la campagna. Servono di alloggio al bestiame e alle persone rustiche, e vi è un paese tutto costruito di tale gusto, detto Alberobello."

La popolazione cresce fino a 3.000 abitanti e l'intero nucleo urbano si caratterizza da costruzioni a trullo. Solo nel 1797 Alberobello ottiene l'autonomia urbana da Ferdinando IV, con la conseguente separazione ecclesiastica e territoriale dal Comune di Noci. Questa conquista segna l'inizio di una nuova epoca: gli alberobellesi possono finalmente emanciparsi dal sistema feudale che li costringeva a costruire esclusivamente trulli.

Alberobello: le origini dei Trulli

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Il primo strumento urbanistico del 1844

Nel 1844 viene approvato il primo strumento urbanistico, che sancisce:

      • Articolo 5: “È severamente vietato costruire le casette a secco; devono essere costruite con pietre lavorate, calce e intonaco esterno, e devono essere imbiancate”.
      • Articolo 53: “È vietato edificare a secco senza calce, salvo nel rione Monti, abitato da poveri”.

Nonostante le nuove disposizioni, la povertà diffusa e le consuetudini consolidate portano a proseguire con la tradizione costruttiva a trullo.

Alberobello: le origini dei Trulli

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Il piano redatto nel 1883 vuole creare una nuova forma Urbis

Nel 1883 l’architetto Curri elabora un nuovo piano regolatore, che introduce una visione scenografica e monumentale dal duplice obiettivo: frenare l’edificazione disordinata e definire nuovi assi viari per collegare in maniera funzionale le varie aree urbane. Tuttavia, questo piano non prevede la valorizzazione dei trulli preesistenti, ma ne sancisce anzi la demolizione qualora risultino in contrasto con le nuove previsioni. L’asse principale, Corso Vittorio Emanuele, viene concepito per allineare simbolicamente i tre poteri dell’epoca: la Chiesa dei Santi Medici (potere religioso), il Municipio (potere civile) e l’ingresso del palazzo dei conti di Acquaviva (potere aristocratico). Il nuovo impianto urbano mira a dare forma a un’identità cittadina moderna, sancendo il passaggio dalla vecchia aristocrazia feudale alla borghesia urbana.
Alberobello: le origini dei Trulli

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Anni di fermento nel secondo '800

La città ottocentesca si espande nelle aree agricole tra i trulli, marginalizzando progressivamente questi ultimi, simboli della passata vergogna e povertà. Nel primo Novecento, l’impronta dell’urbanistica ottocentesca si consolida, arricchendo il tessuto urbano senza snaturarne la morfologia.
Alberobello: le origini dei Trulli

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Il devastante periodo tra gli anni '60 e '70

Il secondo dopoguerra, e in particolare gli anni ’60 e ’70, furono invece segnati da uno sviluppo edilizio speculativo, privo di una visione organica. La rendita fondiaria diventa la principale motivazione degli interventi, spesso a scapito dei trulli rimasti, molto edifici a trullo vengono demoliti, come quello in foto. Le nuove edificazioni risultano qualitativamente scadenti e incompatibili con il valore storico dell’area.

Alberobello: le origini dei Trulli

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La cultura del recupero fino al 1980

Per contrastare tali derive, vengono introdotte misure di tutela e vincoli monumentali e paesaggistici estesi a gran parte del territorio comunale. Nel 1980 viene approvato il nuovo Piano Regolatore Generale, che prevede piani di recupero e ristrutturazione per il centro storico monumentale, l’ambito ambientale e le aree insediative storiche. Questi ambiti coincidono, in buona parte, con il perimetro originario dell’abitato di Alberobello, oggi rappresentato nel Drone in pietra collocato nella piazza antistante “Casa Alberobello”. Su questo modello sono evidenziati, mediante materiali e colori diversi, i trulli, le corti urbane, gli edifici ottocenteschi e quelli del primo Novecento.
Alberobello: le origini dei Trulli

Guarda il video dell'arch. Michele Sgobba che ha progettato il Drone in pietra

Domande frequenti

Il Drone in pietra riproduce in scala ridotta l’intero centro storico di Alberobello: dai coni perfetti dei trulli e delle converse, alle facciate neoclassiche e ottocentesche firmate da Curri, fino ai volumi del primo Novecento e ai recenti interventi della seconda parte del XX secolo.

Concepito come luogo di incontro e di osservazione, il Drone permette al visitatore e ai turisti di sostare, toccare con mano le superfici scolpite e cogliere con lo sguardo d’insieme il processo evolutivo di Alberobello. Un’esperienza che unisce la percezione tattile alla visione panoramica, invitando ad approfondire la storia architettonica e paesaggistica della città dei Trulli e ponendo le basi per la definizione di percorsi turistici e culturali alternativi, in grado di svelare angoli suggestivi e meno noti di questo straordinario territorio.

Per orientarsi basta trovare il piccolo cerchio rosso, inciso nel basamento, che individua con precisione la posizione di Largo Martellotta, trasformando il Drone in un naturale punto di riferimento da cui dipartono itinerari di scoperta verso l’Aia Piccola, Corte Matarrese, i trulli di via Monte Grappa e gli altri aggregati diffusi, sovente trascurati rispetto al rione Monti.